Joe Ludwig ha recentemente stilato una lista di 50 cose che ha imparato all’ISMAR 2009, una conferenza del tutto nuova per lui. Le questioni emerse sono molteplici, e aprono nuovi ed importanti argomenti di discussione.
“La cosa bella di andare alla propria prima conferenza su un nuovo argomento è che non si è stufi e certamente il più possibile aperti. Quindi, senza ulteriori indugi, ecco di seguito 50 cose che è imparato all’ISMAR:
- Metaio si pronuncia mehtayo, non (come ho sempre detto) mehtah-ayo.
- I tecnologici HDM che le università acquistano per decine di migliaia di dollari sono terribili.
- Nokia possiede un display see-through (letteralmente: “per vedere attraverso”, intendendo occhiali AR di nuova generazione ndr.) con eye-tracking (tracciamento dello sguardo ndr.) attivo e funzionante presso il proprio laboratorio di ricerca. Questo display potrebbe non vedere mai la luce del sole.
- Ci sono ancora tonnellate di persone che fanno ricerca con i markers.
- Io e Robert Rice abbiamo entrambi 38 anni.
- Quando usiamo dei gesti basati su tag per attivare un menu, gli utenti selezionano le opzioni più rapidamente se queste opzioni sono presentate relativamente al punto di vista dell’utente piuttosto che se fossero presentate relativamente alla posizione del marker nel mondo.
- Vuzix sta lavorando su roba fantastica e Paul Travers è un uomo in gamba con la passione dell’AR.
- La tele-presenza è raccapricciante se basata sul proiettare uno streaming video sulla faccia di un manichino.
- Robert Rice è entrato realmente nel mondo dell’AR all’inizio del 2008, proprio come me.
- La comunità accademica AR è pronta a dare il benvenuto a braccia aperte all’industria. Apparentemente quest’anno sono state presenti alla conferenza molte più aziende che negli scorsi anni.
- La piattaforma mobile di Metaio (Junaio) non è in nessun modo un clone di Layar/Wikitude. Questa società sta sviluppando una rete sociale basata sui contenuti degli utenti.
- X da Y è una persona intelligente. (Sostituite in ogni X e Y che volete una qualsiasi delle tante persone che ho incontrato questa settimana. Ho incontrato molte persone intelligenti).
- Ci sono alcuni professori che amano il suono della loro voce. Ho mio Dio, (quel ragazzo) da (quell’università) non riusciva a fare domande che durassero meno di 5 minuti.
- Credo che la realtà aumentata sia la prossima grande rivoluzione tecnologica e che avrà un impatto almeno paragonabile a quello che ebbe il web. Questo darà opportunità a tonnellate di società, quindi non c’è motivo di cominciare a competere amaramente già da questa fase iniziale. Robert Rice si scopre d’accordo con me.
- Tish Shute è ossessionata dall’XMPP ([...])
- Ci sono molte AR startups che stanno volando al di sotto dei radar. Ad esempio, ci sono due ragazzi di Rochester…
- Silicon Valley resta completamente all’oscuro dell’AR. Se io e Robert abbiamo ragione sarà interessante osservare come questo influirà sul loro dominio della startup community.
- La grande maggioranza della ricerca accademica nel campo dell’AR si sta sviluppando al di fuori degli Stati Uniti. Sapevo già di questo fatto, ma è stato shockante confrontarmici di persona.
- Georg Klein (famoso per PTAM) ora lavora a Microsoft. Uhmmm.
- Il cibo di Orlando è terribile. Potrebbero spostare la conferenza a Austin…
- La tecnologia del display di Microvision funziona molto bene. Almeno sull’unità di test mono-oculare che ho avuto l’opportunità di provare dopo la loro presentazione.
- C’è (o c’era) almeno un videogiocatore PC che non aveva mai sentito nominare Steam. Sono rimasto colpito.
- Qualcomm sta supportando l’AR alla grande e si propone di essere il fornitore di hardware di scelta per la mobile AR.
- I capitali d’investimento non si sono ancora concretizzati ancora del tutto nella realtà aumentata. La maggior parte delle nuove società AR sono auto-finanziate o finanziate da amici e familiari.
- La rete funziona decisamente meglio di quando ho cominciato a frequentare le conferenze sui videogames.
- E’ ancora troppo presto per definire standard significativi nell’AR. Comunque, sarebbe davvero stupendo se le API del provider di contenuti di Wikitude usassero lo stesso formato che la gente sta già utilizzando su Layar.
- Il componente del proiettore di Sixth Sense non è ancora sviluppato. I componenti dell’interfaccia utente sono fantastici, comunque.
- Io e Robert Rice abbiamo una serie raccapricciante di tratti comuni.
- Disney Imagineering fa un uso esteso della realtà aumentata.
- Peter di Metaio consiglia che se vogliamo che la realtà aumentata si sviluppi non dovremmo perdere tempo a preoccuparci di valutare se una determinata applicazione sia realtà aumentata o no. Sono d’accordo con lui. Non c’è una linea chiara tra AR e ciò che non è AR e probabilmente non ci sarà mai.
- Occhiali see-through ad un prezzo (e campo visivo) ragionevole sono probabilmente a più di un anno di distanza. Questo è frustrante per molte persone, me compreso.
- Layar non sta mandando in rovina l’AR. Cominciai la settimana con la paura che la categoria GPS+bussola (di cui Layar è la principale applicazione) avesse macchiato per sempre il termine di Realtà Aumentata fornendo una visione AR abbastanza inutile (se paragonata ad una mappa o ad una lista). Invece ora penso che la gente, semplicemente, non userà il visore AR e che Layar spingerà enormemente i location based services, fornendo accesso a più fornitori di contenuti da una singola applicazione. Un giorno nessuno ricorderà che essi hanno cominciato prima di tutto con un’applicazione AR.
- Preferisco parlare di cosa le persone hanno fatto e presentato durante i talks piuttosto che di quello che credono accadrà in futuro.
- Per molti ricercatori, la realtà aumentata è un modo di trovare una soluzione ad un problema. Ci sono un mucchio di demo impressionanti e molte persone sembrano accettare il fattore estetico come un motivo valido per usare AR, invece di soluzioni più tradizionali.
- Ho visto la presentazione di un’interfaccia basata su AR che, includendo uno studio sull’utente, ha concluso che l’interfaccia tastiera/mouse usata per la comparazione è risultata più accurata e veloce per gli utenti. Chiaramente non dovremmo correre e rimpiazzare tutte le user interfaces nei luoghi dove mouse e tastiera sono ora normalmente utilizzati.
- Sessioni ad una tavola rotonda con più di 50 persone nella stanza non funzionano.
- E’ esistita una società che usava il flusso ottico per proporre dei dati simili a quelli riportati dall’accelerometro prima che i cellulari avessero l’accelerometro. Tra le note correlate, i video promozionali di vecchie tecnologie sono divertenti.
- Tra docenti universitari la sensazione è che la realtà aumentata sia pronta ad un decollo in grande stile.
- Gli accademici non bevono quanto gli sviluppatori di giochi.
- Nessuno ha risolto il problema del tracciamento ottico in un ambiente esterno arbitrario come correzione dell’errore dovuto all’uso di GPS e bussola. La fusione sensoriale presentata da Gratz è promettente, comunque.
- ISMAR non tratta i suoi oratori molto bene. Sembra ci siano state delle questioni sul fatto di dare o no dei badge gratuiti a chi presentava i lavori. E’ così stupido. Gli speakers non dovrebbero nemmeno pagare i biglietti per il banchetto di aggiudicazione dei premi.
- Alcune persone pensano che “le applicazioni come Layar e Wikitude” non siano veramente applicazioni AR perchè usano la camera soltanto per visualizzare il flusso video. Molte persone (includendo alcune delle persone del primo gruppo) sono d’accordo sul fatto che non importa se queste applicazioni usano veramente la realtà aumentata o no.
- Il flusso asincrono del video su schermo, introduce una latenza massiccia, la quale causa problemi significanti con la percezione di un feedback tattile.
- Natasha Tsakos è felice di usare la stessa battuta per aprire i talks, sia al TED che all’ISMAR.
- I ricercatori AR non sono molto ferrati nel design dei badges. I badges dovrebbero includere il nome della società o dell’università. Il nome del partecipante è la cosa più importante e dovrebbe essere più grande di tutto il resto. I badges dell’ISMAR avevano tre linee di testo, tutte della stessa dimensione:
- ISMAR 2009
- <Tuo Nome>
- Science and Technology or Arts and Humanities.
- Nessuno nella comunità dell’ISMAR prende i vari usi pubblicitari dell’AR troppo seriamente.
- Non ci si dovrebbe registrare ad una conferenza quando aprono le registrazioni. Sembra che l’account per la registrazione online era ancora in modalità test il primo giorno e che tutte le persone che si siano registrate quel giorno non si siano mai veramente registrate (o avrebbero ricevuto un addebito sulle loro carte di credito).
- C’è un forte orientamento verso la computer vision e lontano dagli altri sensori, tra i vari ricercatori.
- Orlando non è fatta per camminare.
- E’ veramente valsa la pena di partecipare all’ISMAR 2009.
Sono contento di essere andato. ISMAR ha rinvigorito il mio interesse nell’AR e mi ha permesso di incontrare molte persone. Mi chiedo se sarò in grado di fare un salto a Seoul per l’ISMAR 2010.”
Ringraziamo Joe per averci fornito una panoramica così variegata.
Fonte: Programmerjoe.com
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