Robert Rice ce li aveva già presentati nello scorso articolo, ma dovevamo continuare a parlarne.Vuzix è attualmente tra le società leader del mercato dei visori AR, ed ecco un video dei suoi rivoluzionari occhiali WRAP 920AR.
Davvero impressionante! Peccato non siano ancora in vendita…
Simone Lai lavora da 4 anni nel campo della mobile technology. Sviluppa applicazioni Client/Server per cellulari e smartphone. Da sempre appassionato di nuove tecnologie, questo interesse lo porta ad affrontare continuamente nuove e stimolanti sfide. Su augmentedworld.it è fondatore, autore e si occupa dell'analisi tecnica di soluzioni di realtà aumentata.
2 Comments
Alessandro
Posted marzo 1, 2010 at 4:28 PM
Scusa Simone…Ma anche se lo fossero..Tu spenderesti 800 € “al buio” per hardware ancora non supportato?
A mio modesto parere i tempi per il software saranno piuttosto lunghi, perchè se la stereoscopia muove da un concetto banale quanto naturale, lo sforzo per il “riadattamento” stereoscopico è molto basso, quando non nullo (vedi film di animazione, basta un 2° render)
Anche nel caso della RA l’hardware è già ampiamente disponibile, però per il software il percorso mi sembra lungo, dato che si tratta di sviluppare interfacce (API) e standard ex-novo…Come per altri settori sarà necessario un luungo periodo di assestamento durante il quale il mercato si assesterà sulla domanda convergendo verso il modello di riferimento..Come è successo per i bluray e più recentemente per il 3D
@Alessandro: naturalmente una spesa del genere non sarebbe giustificata se ad effettuarla fosse un utente finale il quale, per definizione, vuole un prodotto funzionale e comodo.
Ma se ad avere questi occhiali fra le mani fosse un bravo sviluppatore o addirittura una comunità opensource, il team di ricerca di una grande azienda o meglio di un’università, la nascita di standard ed API potrebbe essere più rapida di quello che credi.
L’unico neo di questi occhiali è a mio avviso la difficoltà di collegarli con un’interfaccia standard ad uno smartphone (pare siano compatibili soltanto con PC Windows e Mac). Un’interfaccia Bluetooth (con ottimizzazione di banda) o WI-FI non dispiacerebbe.
Scusa Simone…Ma anche se lo fossero..Tu spenderesti 800 € “al buio” per hardware ancora non supportato?
A mio modesto parere i tempi per il software saranno piuttosto lunghi, perchè se la stereoscopia muove da un concetto banale quanto naturale, lo sforzo per il “riadattamento” stereoscopico è molto basso, quando non nullo (vedi film di animazione, basta un 2° render)
Anche nel caso della RA l’hardware è già ampiamente disponibile, però per il software il percorso mi sembra lungo, dato che si tratta di sviluppare interfacce (API) e standard ex-novo…Come per altri settori sarà necessario un luungo periodo di assestamento durante il quale il mercato si assesterà sulla domanda convergendo verso il modello di riferimento..Come è successo per i bluray e più recentemente per il 3D
Bel blog continuerò a seguirti!
@Alessandro: naturalmente una spesa del genere non sarebbe giustificata se ad effettuarla fosse un utente finale il quale, per definizione, vuole un prodotto funzionale e comodo.
Ma se ad avere questi occhiali fra le mani fosse un bravo sviluppatore o addirittura una comunità opensource, il team di ricerca di una grande azienda o meglio di un’università, la nascita di standard ed API potrebbe essere più rapida di quello che credi.
L’unico neo di questi occhiali è a mio avviso la difficoltà di collegarli con un’interfaccia standard ad uno smartphone (pare siano compatibili soltanto con PC Windows e Mac). Un’interfaccia Bluetooth (con ottimizzazione di banda) o WI-FI non dispiacerebbe.