Lo SPAM aumentato e la realtà “filtrata”

Che molte società stiano investendo nella ricerca di soluzioni hardware e software in ambito AR, non è certo un segreto. L’obiettivo principale: rendere questa tecnologia più semplice, comoda e coinvolgente. Immaginiamo, ipoteticamente, che in un futuro prossimo gli occhiali per la realtà aumentata diventino uno strumento così utile da essere quasi necessario, superando la fase intermedia di status symbol.

In un futuro di questo genere indossare degli occhiali AR significherebbe avere a disposizione una serie di servizi utili. Ad esempio, potremmo pensare di tenere sotto controllo la nostra abitazione, il nostro bebè che riposa, mentre stiamo facendo la spesa al supermercato sotto casa o mentre prendiamo il tè da un vicino.

Basandoci sul web, non sarebbe complicato immaginare delle grandi agenzie pubblicitarie all’interno di questo “futuro ipotetico”. Accordandosi con chi fornisce questi servizi AR, infatti, queste società potrebbero inserire a propria discrezione annunci o banner pubblicitari, che automaticamente verrebbero sparati sulle nostre retine.

Keiichi Matsuda ha disegnato per noi questo futuro, ed ecco il video:

Divertente, ma anche parecchio inquietante.

Secondo Jamais Cascio, dal punto di vista opposto, i sistemi di augmented reality potranno filtrare non solo i contenuti virtuali pubblicitari ma potranno anche riconoscere e oscurare cartelloni o insegne “reali”. Grazie a questo ipotetico sistema di “censura controllata” sarebbe possibile ad esempio nascondere contenuti violenti o inadatti ai nostri figli, il tutto a nostra discrezione. In questo senso, potremmo anche decidere di nascondere qualsiasi contenuto in contrasto con le nostre idee.

Cascio prosegue, affermando che in linea teorica, attraverso il riconoscimento di volti e database pubblici, si potrebbero conoscere gusti e idee politiche di vicini o passanti. La soluzione? Non vietare l’uso di questi filtri, ma rafforzare la capacità della nostra società di tollerare altre idee e punti di vista.

Fonti:
Theatlantic.com

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About Simone Lai

Simone Lai lavora da 4 anni nel campo della mobile technology. Sviluppa applicazioni Client/Server per cellulari e smartphone. Da sempre appassionato di nuove tecnologie, questo interesse lo porta ad affrontare continuamente nuove e stimolanti sfide. Su augmentedworld.it è fondatore, autore e si occupa dell'analisi tecnica di soluzioni di realtà aumentata.