Costi e qualità: il compromesso dell’AR

Recentemente ha preso vita un’interessante discussione sul sito http://www.studiodz.it/. Tutto nasceva dal mio ultimo articolo sul modello di mercato dell’AR e presto si è giunti a interrogativi interessanti.

Molti si chiedono se il successo dell’AR potrà dipendere in futuro a un abbassamento graduale dei costi legati all’utilizzo della tecnologia. Tuttavia sia a me che a Barbara Zen, autrice dell’articolo linkato, sorgeva un piccolo dubbio: davvero i costi dell’AR scenderanno? e se scenderanno sarà un bene?

Forse se l’AR resterà un applicazione non richiesta dal mercato (come è oggi, parliamoci chiaro) i prezzi non scenderanno mai sotto una certa soglia e ciò ne decreterà il progressivo ed inesorabile fallimento (vedi Second Life). In secondo luogo, ammesso che i prezzi scendano, sarà questo un bene in ogni caso.

Molte innovazioni (videofonino) hanno vissuto una tremenda svalutazione del proprio valore economico solo perchè hanno trovato applicazioni che non ne sfruttavano al massimo le capacità (puro divertimento fine a sè stesso, ad esempio), un rischio che l’AR sta vivendo in questa sua fase storica.

In definitiva non legherei il successo di una innovazione all’abbassamento del prezzo, a meno che questo non si arresti comunque su un premium price che ne gratifichi il contenuto tecnologico (I-Phone).


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