Di JoinPad vi abbiamo parlato molte volte, essendo una piattaforma sociale tutta italiana per la condivisione e la ricerca di eventi in realtà aumentata. Oggi vi mostriamo l’ultima release, chiamata In.fondo.al.mar.
Si, proprio così. Grazie all’Augmented Reality è possibile vedere tutti gli affondamenti navali avvenuti in una determinata zona e ottenere informazioni sul loro carico.
In.fondo.al.mar è un’inchiesta giornalistica (di David Boardman e Paolo Gerbaudo) che si avvale degli strumenti del Web per costruire una memoria condivisa sullo scandalo delle “navi dei veleni” e dare vita ad un’indagine partecipata sugli affondamenti di rifiuti tossici e radioattivi nel Mar Mediterraneo.
Il progetto pubblica in esclusiva i risultati di un’indagine condotta presso l’archivio dei Lloyd’s di Londra (Lloyd’s Register of Shipping) e li incrocia con informazioni ricavate da ritagli di giornale, dossier di organizzazioni ecologiste e siti specializzati, per costruire un dataset aperto, liberamente scaricabile e riutilizzabile dagli utenti per altri progetti.
Come funziona? Layar (il browser di realtà aumentata mobile utilizzato) funziona combinando le funzionalità dell’apparecchio fotografico del telefono, i dati raccolti dalla bussola e quelli di posizionamento GPS per identificare la vostra posizione e orientamento e, in base a questi, raccogliere le informazioni disponibili per tali coordinate, sovrapponendole tramite lo schermo alla realtà di fronte a voi. Con in.fondo.al.mar mobile (disponibile per iPhone e Android) puoi puntare lo smartphone verso l’orizzonte e consultare le informazioni riguardanti ciascun affondamento in base alla loro posizione geografica nel Mar Mediterraneo.
Sembra inutile, ma pensandoci bene lo scopo del progetto è davvero interessante. Rendere note le “navi dei veleni” affondate nel Mar Mediterraneo, molte delle quali senza un perchè e con più ombre che luci. Rifiuti tossici e radioattivi mandati a fondo per essere “nascosti”, ma che con il tempo si fanno sentire. Traffici illeciti, colpevoli quasi mai noti e le solite questioni irrisolte italiane. Basta vedere l’home page del sito per farsi un’idea di cosa ci sia sotto i nostri mari. Naturalmente il progetto è aperto a nuove segnalazioni per portare a galla i veleni che ad occhio nudo sarebbe impossibile vedere.
Fonti:
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Molto interessante!
E’davvero un’applicazione innovativa!Mi piace!