Dopo molte peripezie (e viaggi in treno!) sono riuscito a vedere tutta la prima serie di Dennō Coil (sottotitolato). L’anime è davvero ben fatto, la storia molto complessa nonostante l’età media dei personaggi, e fornisce spunti interessanti sulle implicazioni sociali di una realtà aumentata onnipresente.
Il dominio dello Spazio (quello che per noi sarebbe rappresentato dalla Realtà Aumentata) consiste nella riproduzione virtuale di tutto il visibile, che comprende anche il corpo degli utenti connessi (che indossano gli occhiali) e di quelli non connessi (senza occhiali). Questo semplifica l’interazione tra utenti e oggetti virtuali. L’autenticazione nello Spazio avviene attraverso un riconoscimento biometrico dell’utente, a prescindere dal dispositivo utilizzato.
I tags o markers non esistono più, se non come frammenti di codice manipolabili direttamente dagli utenti. Gli augmented pets, con fattezze animali o fantastiche, sono dei complessi software di intelligenza artificiale integrati perfettamente con l’ambiente e gli utenti. Per i ragazzi protagonisti dell’anime l’unica vera differenza tra un animale reale e un augmented pet è il non poter toccare quest’ultimo.
La realtà è permeata dallo Spazio. Esso si propaga ovunque sia possibile muoversi. Gli occhiali AR sono diffusissimi tra i giovani e abbastanza diffusi tra i più grandi, e questo porta frequentemente chi non possiede gli occhiali a non riuscire a vedere o ad ascoltare informazioni importanti.
I sistemi automatici (ad esempio i semafori presso gli incroci), percepiscono le situazioni esterne direttamente attraverso lo Spazio, e non interagiscono direttamente con la realtà, dando per scontato che le due coincidano sempre e comunque.
Non vi sono più computer, o almeno non vi è niente del genere nella realtà. Gli occhiali AR, su richiesta dell’utente, visualizzano davanti ad esso uno schermo ed una tastiera virtuale, utilizzabili attraverso il riconoscimento del movimento delle mani.
In definitiva, vederlo è stato fantastico e non posso che accodarmi all’invito di Robert Rice. Se non l’avete ancora visto, non dovreste essere nel settore della Realtà Aumentata!
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